Che cosa raccontano di noi i nostri sogni (e perchè è importante scriverli)

Quando ero piccola, a casa di mia nonna, nello scaffale sotto alla televisione, c'era un grosso libro blu con la dea bendata in copertina. Il titolo del libro faceva bene intendere il suo scopo: era un cosiddetto "dizionario dei sogni" e attribuiva ad ogni parola uno specifico significato.

Così, sognare un cadavere alludeva a qualche segreto nascosto, mentre una tempesta simboleggiava l'irrequietezza; un portafoglio era una promessa di abbondanza e una farfalla un simbolo di libertà.

Ogni singola immagine aveva uno specifico significato, quasi a sottintendere che l'interpretazione dei sogni fosse una scienza esatta.


La verità è che non lo è, e questa è forse l'unico punto su cui tutti gli studiosi della mente umana attualmente concordano.


Ma qual è, allora, lo scopo dei nostri sogni? E com'è possibile (se è possibile) interpretarli?



Freud, Jung e l'importanza dell'inconscio


Sigmund Freud fu il primo a riconoscere la natura complessa dei sogni, da lui definiti come la "via maestra" per accedere all'inconscio.

Una foto in bianco e nero di Freud. Lo psicoanalista rivolge lo sguardo verso di noi, con espressione seria, indossa un completo elegante e tiene in mano un sigaro.
Freud che regge un simbolo fallico.

Secondo Freud, lo scopo dei sogni è quello di permettere la soddisfazione di desideri repressi durante la veglia: sarebbero, a tutti gli effetti, un compromesso tra l'istinto più libero (l'Es) e la ragione più rigida (il Super-Io).

Attraverso alcuni specifici processi inconsci, i desideri in questione vengono distorti fino ad essere resi irriconoscibili, in modo da permettere loro di eludere i controlli del Super-Io e di rivedere finalmente la luce, anche se sotto false spoglie.


Gustav Jung non la pensa esattamente così.


Secondo Jung, infatti, il sogno è una sorta di teatro e ad occupare il palcoscenico, acquisendo di volta in volta forme diverse, è l'inconscio stesso, nella sua più totale autenticità.

Gli elementi che incontriamo nei sogni appartengono non solo alla psiche individuale (noi stessi), ma anche a quella collettiva (la cultura), e la loro funzione primaria è quella di compensazione: servono, fondamentalmente, a portare a galla le parti di noi che non utilizziamo quando siamo svegli perchè non ci piacciono, ci spaventano o ce ne vergogniamo.

I sogni si configurano quindi come delle opportunità per conoscere noi stessi più a fondo e per svilupparci in modo equilibrato.



Hall, Domhoff e l'approccio cognitivo


Calvin Hall, distanziandosi dalla tradizione che vedeva i sogni come radicati nei meandri più profondi dell'inconscio, sostiene che il loro significato sia in realtà piuttosto evidente e strettamente legato alla realtà che l'individuo sperimenta durante la veglia.

Partendo da questo presupposto, Hall inventa un vero e proprio sistema di codifica dei sogni (Sistema Hall-Van de Castle), basato sulle informazioni raccolte analizzando decine di migliaia di racconti. Questo gli permette anche di individuare una certa continuità nelle tipologie e nei contenuti dei sogni, non solo nella vita di una stessa persona, ma anche tra persone diverse e nelle diverse parti del mondo.


Anche secondo G. William Domhoff i sogni rispecchierebbero la realtà in maniera piuttosto accurata: sarebbero, in particolare, rappresentazioni dei pensieri e degli interessi del sognatore, con un pizzico di creatività in più.

Basandosi su questa visione, tuttavia, essi non avrebbero alcun tipo di utilità.



Perchè i sogni sono importanti?


Sebbene i sogni, come fa notare Domhoff, non siano fondamentali per la nostra sopravvivenza, il significato che assumono nella nostra quotidianità li rende indubbiamente importanti per la nostra vita psichica.

Indipendentemente dalla corrente di pensiero a cui ci si affida, non si può mettere in discussione il fatto che i sogni abbiano il potere di influenzare il nostro umore e i nostri stati d'animo e che siano intimamente collegati ai nostri pensieri. Questo li rende dei preziosi alleati nell'esplorazione del nostro mondo interno.


Osservare le vicende che si snodano all'interno del sogno e, ancora di più, il modo in cui reagiamo al sogno stesso dopo che si è concluso, può darci il privilegio di guardare noi stessi da un punto di vista diverso: vederci proiettati in scenari e in situazioni non reali ci permette di riservare alla riflessione su noi stessi un'oggettività che difficilmente riusciamo ad adottare normalmente, troppo occupati a riflettere sulle implicazioni sociali dei nostri gesti.


E' proprio questo, forse, che rende l'atto di condividere i propri sogni con qualcuno così intimo e profondo.



Come si interpretano i sogni?


Come accennato all'inizio di questo articolo, l'interpretazione dei sogni non è una scienza esatta e, in quanto tale, non esiste una lista di regole da seguire minuziosamente nè un unico e solo risultato a cui è possibile giungere.

I sogni possono essere compresi soltanto tenendo conto dell'intero percorso di vita del sognatore, dei suoi interessi, dei suoi conflitti (interni ed esterni) e delle sue relazioni.


Ci sono, tuttavia, delle linee guida che possono aiutarci a vedere i nostri sogni in modo più ponderato e ad individuarne gli aspetti essenziali.


1. Prendi nota dei tuoi sogni

Questo è senza ombra di dubbio il primo e più importante passo da fare nel processo di analisi dei sogni.

Scrivere anche solo qualche breve frase che riassuma il contenuto dei nostri sogni è fondamentale per due motivi: in primo luogo, ci consente di fissarli nella memoria prima che scompaiano, come capita di frequente al risveglio; in secondo luogo, ci permette di individuare gli elementi del sogno che hanno maggiormente catturato la nostra attenzione e che potranno diventare il punto di partenza del lavoro di analisi.


Un disegno rappresentante una ragazza che scrive su un quadernino. La ragazza ha i capelli corti e neri e indossa una maglia rossa a maniche corte. Il quadernino è grigio. Alla sua sinistra c'è un vaso di fiori e sullo sfondo delle altre piante.
Tenere un quadernino vicino al letto può aiutarti ad abituarti a prendere nota dei tuoi sogni al tuo risveglio!

2. Presta attenzione ai personaggi e alle loro interazioni

Diversamente da quanto può venirci naturale pensare, nei nostri sogni non compariamo solo con le nostre sembianze. Al contrario, possiamo ritrovare noi stessi in diversi personaggi e in diversi elementi, anche totalmente differenti e nettamente separati tra loro.

Al nostro risveglio, quindi, le domande che dobbiamo porci sono: "Quale parte di me potrebbe rappresentare quel personaggio?" e "Che sentimenti ho provato nei suoi confronti?".


3. Identifica i tuoi stati d'animo durante e dopo il sogno

I nostri sogni parlano di noi, ma non lo fanno sempre in modo ovvio e lineare.

Di frequente, il punto di contatto tra il mondo reale e il mondo onirico è rappresentato dai nostri stati d'animo.

Porre la nostra attenzione sui sentimenti che proviamo nel sogno e sulla nostra attitudine rispetto a questi stessi sentimenti al risveglio può darci delle preziose informazioni su ciò che ci permettiamo (o proibiamo) di sentire nella vita di tutti i giorni e aiutarci a riflettere sulle motivazioni dietro a questa scelta spesso inconsapevole.


4. Segui il tuo istinto

Nessuno ti conosce meglio di quanto ti conosci tu e questo è il primo e più importante motivo per cui solo tu puoi decidere qual è la chiave di interpretazione più adatta al tuo sogno.

Certo, un professionista può assisterti in questo processo ponendoti le giuste domande, aiutandoti a focalizzare la tua attenzione su dettagli che avevi ignorato o fornendoti una lettura alternativa, ma solamente tu sei in possesso delle informazioni indispensabili per arrivare ad una risposta che risuoni con te. Fidati di ciò che senti!


5. Lascia perdere i dizionari dei sogni

Per quanto l'idea che esistano alcuni elementi onirici con significati universali non è da escludere, affrontare l'interpretazione dei sogni come una versione di latino, affidandosi a pesanti dizionari con la dea bendata in copertina, significa escludere dal gioco l'unicità che caratterizza ogni singolo individuo sulla Terra (e anche su qualsiasi altro pianeta, qui non si discrimina nessuno).

Diffidate, quindi, di chi vi dice che sognare il vostro ex possa significare solo ed esclusivamente sentirne la mancanza. Lasciate il vostro ex dov'è (questa vale come regola di vita) insieme al dizionario dei sogni e partite sempre e solo da voi stessi.


Seguendo queste semplici ma importanti indicazioni, imparerete un po' per volta ad affrontare il processo di analisi dei sogni non come un viaggio mistico in mondi surreali, ma invece come un viaggio alla scoperta di voi stessi e del vostro funzionamento.


In bocca al lupo!

 

Fonti:

  • Cherry, K. (2019). Dream interpretation: what do dreams mean?. VeryWellMind.

  • Domhoff, G. W. (2001). A new neurocognitive theory of dreams. Dreaming, 11:1,13-33.

  • Freud, S., & Cronin, A. J. (2013). The interpretation of dreams. Read Books Ltd.

  • Hall, C. S. (1953). A Cognitive Theory of Dreams. The Journal of General Psychology, 49:2,273-282.

  • Tartakovsky, M. (2018). How to analyze your dreams (and why it's important). PyschCentral.

  • Zambello, R. (2020). Il sogno è il linguaggio e la via per l'inconscio. Psicoterapia Junghiana.



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