Intelligenza Emotiva: 3 esercizi per svilupparla

Avete mai pensato che le vostre emozioni potessero trasformarsi in validi alleati sulla strada verso il successo? Se avete risposto "no", questo articolo potrebbe fare al caso vostro :)


 

Molto spesso, quando parliamo di emozioni, finiamo per immaginarle come qualcosa di talmente improvviso e incontrollabile da rappresentare un ostacolo al successo. Se ci emozioniamo siamo vulnerabili e la vulnerabilità non solo spaventa, ma non è di certo la migliore alleata quando vogliamo raggiungere un obiettivo...


Ma è davvero così?


Nel 1995, lo psicologo statunitense Daniel Goleman ha reso popolare un concetto introdotto qualche anno prima dai professori Peter Salovey e John D. Mayer: quello di Intelligenza Emotiva.


L'Intelligenza Emotiva viene descritta da Goleman come la capacità di riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni e a quelle altrui e di gestirle consapevolmente per promuovere la crescita emotiva e intellettuale.

Insomma, si tratta di un mix di empatia, logica, auto-osservazione e capacità di adattamento: tutte skills fondamentali non solo nel campo affettivo, ma anche in quello della leadership lavorativa.


Nel dettaglio, l'Intelligenza Emotiva si compone di 5 livelli:

  • Consapevolezza Emotiva: saper notare ed etichettare le proprie emozioni e quelle altrui e di riconoscere l'effetto che queste possono avere sul comportamento, a seconda della situazione.

  • Regolazione Emotiva: essere capaci di gestire le proprie emozioni, di controllare gli impulsi e di adattarsi in modo flessibile ai cambiamenti esterni

  • Motivazione: avere la capacità di motivarsi per raggiungere i propri obiettivi e di influenzare ed ispirare positivamente gli altri

  • Competenza Sociale: saper interagire bene con le altre persone, utilizzando uno stile comunicativo chiaro ed efficace calibrato in base alla situazione e all'interlocutore

  • Empatia: essere capaci di mettersi nei panni degli altri, di riconoscere gli stati d'animo altrui e di prevedere e interpretare correttamente le loro risposte emotive.



Come può tornarci utile il concetto di Intelligenza Emotiva nella vita di tutti i giorni?


Essere in contatto con il nostro mondo interno, secondo Goleman, può permetterci di affrontare con maggiore positività e consapevolezza le complessità del mondo esterno.

Grazie a questa capacità, infatti, possiamo comprenderci più a fondo, rispondere prontamente ai nostri bisogni e a quelli altrui, reagire nel modo giusto di fronte agli ostacoli e comunicare più efficacemente con le persone intorno a noi (nella vita personale così come a scuola o a lavoro).


In poche parole, sviluppare la nostra Intelligenza Emotiva ci permette di affrontare meglio la vita e di raggiungere con più facilità i nostri obiettivi.



3 esercizi per sviluppare la tua Intelligenza Emotiva


1) Dai un nome alle tue emozioni


Secondo Goleman, la componente centrale dell'Intelligenza Emotiva è la Consapevolezza Emotiva, ossia la capacità di dare un nome alle proprie emozioni.


Spesso, quando qualcuno ci chiede come stiamo (o quando ce lo chiediamo da soli), la risposta è molto vaga.


"Sono felice"

"Mi sento un po' triste"

"Ho una rabbia addosso!"


Tendiamo a fare riferimento alle nostre emozioni primarie (felicità, tristezza, rabbia, paura, sorpresa e disgusto), ma la verità è che esse non sono altro che macrocategorie e contengono al loro interno decine di emozioni più specifiche.


Prova a fare questo esercizio: fermati per qualche minuto e concentrati sui tuoi stati d'animo. Poi, prova a descrivere come ti senti facendo riferimento al secondo e al terzo anello di questa ruota.




Com'è andata? Se all'inizio trovi un po' di difficoltà a dare un nome alle tue emozioni, non preoccuparti! Ampliare il proprio vocabolario emotivo richiede tempo, ma è il primo passo per sviluppare la propria Consapevolezza Emotiva!



2) Trova il messaggio


Le nostre emozioni portano sempre con sè un messaggio: ci raccontano qualcosa di importante sui nostri bisogni, sui nostri desideri e sulla nostra realtà.


Inoltre, la stessa emozione può avere origine da luoghi totalmente diversi!


Ad esempio, la nostra frustrazione può nascere dal desiderio di avere un po' di spazio per noi, senza nessuno intorno che ci rompa le scatole, oppure da quello di avere un po' di compagnia e qualcuno con cui fare due chiacchiere.


Quando hai tempo, prova a fare questo esercizio: identifica le tue emozioni (anche con l'aiuto dell'esercizio precedente!) e poi ascoltale con attenzione.

Se per esempio ti senti orgoglios*, chiediti: "che cosa dice di me questo senso di orgoglio?".


Non fermarti alla superficie: cerca di andare più a fondo possibile!

(Sei orgoglios* perchè hai fatto qualcosa di importante per te, oppure per gli altri? E' un'emozione nuova o la conosci bene? Ti piacerebbe sentirti di nuovo così?)


Questa piccola "caccia al tesoro interna" ti aiuterà non solo a capire meglio cosa ti fa stare bene e cosa invece ti fa stare male, ma anche a considerare più opzioni di significato per le emozioni altrui (aumentando quindi la tua empatia!).



3) Accetta le tue emozioni


Partiamo da un presupposto importante: le nostre emozioni non sono mai sbagliate; ad essere sbagliato, a volta, è il comportamento che ne consegue.


Le emozioni, sia quelle positive che quelle negative, sono dei messaggeri importanti e hanno sempre qualcosa di utile da comunicarci (come detto nell'esercizio precedente!).


Per far sì che riescano a comunicare con noi, però, dobbiamo prima di tutto accettarle.


Accettare le proprie emozioni non significa subirle passivamente ma, al contrario, fare la scelta consapevole di dire di sì a ciò che sentiamo. In poche parole, dobbiamo autorizzare queste emozioni ad esistere.


Prova a fare questo esercizio: siediti comodamente, chiudi gli occhi e concentrati su ciò che senti. Fai uno scan del tuo corpo e, ogni volta che identifichi un'emozione, fermati ad osservarla. Assegnale un colore, una consistenza, una grandezza. Poi, una volta che ti sembra di averla conosciuta a fondo, comunicale (mentalmente o a voce alta) che può esistere.

A parole tue, dille di sì.


Quando hai finito, apri gli occhi e rifletti: quale emozione hai fatto più fatica ad accettare? Per quale ragione?


Ripeti questo esercizio ogni volta che ne senti il bisogno: ti permetterà di conoscere meglio il tuo rapporto con ogni singola emozione e, un po' alla volta, di gestirle più efficacemente!


 

Concludo questo breve articolo con questa citazione di David Goleman tratta dal suo libro "Intelligenza Emotiva: Che Cos'è e Perchè Può Renderci Felici":


“Le persone competenti sul piano emozionale - quelle che sanno controllare i propri sentimenti, leggere quelli degli altri e trattarli efficacemente - si trovano avvantaggiate in tutti i campi della vita, sia nelle relazioni intime che nel cogliere le regole implicite che portano al successo politico”.



Dott.ssa Elena Carraro


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